Ricsotruzione

Ricostruzione

La ricostruzione fisica della città va proseguita puntando sulla qualità del processo: velocità, tempi certi, gestione efficiente delle risorse, rispetto dell’ambiente, utilizzo di materiali ecocompatibili. La buona ricostruzione si valuta negli esiti, ma si determina con la qualità del processo. Pensiamo alla ricostruzione dell’asse centrale: una buona idea, ma malgovernata, visto che c’è e ci sarà una ricostruzione a macchia di leopardo in quello che sarebbe dovuto essere il fiore all’occhiello di questa città.

Per porre fine a questa sostanziale anarchia della ricostruzione privata vanno stabilite regole, scadenze e penalità: un cronoprogramma razionale che garantisca la vivibilità immediata degli edifici ricostruiti e degli spazi pubblici.

Per le frazioni, oggi abbandonate a se stesse, va adottato lo stesso metodo di regole e celerità, avendo cura di assegnare a ogni singolo centro una vocazione derivante dall’analisi storica del luogo e del tessuto sociale, nonché delle prospettive.

Per velocizzare i tempi della ricostruzione pubblica è necessario istituire una task force tecnica composta da personale del Comune, della Provincia (per l’aspetto urbanistico), della Regione (genio civile) e del Provveditorato alle opere pubbliche, con la supervisione dell’Autorità nazionale anticorruzione e con l’apporto di ulteriore personale a tempo determinato che dovrà occuparsi esclusivamente degli appalti pubblici in una sorta di conferenza dei servizi permanente. Una struttura che può essere finanziata con i fondi annualmente assegnati dal Cipe per i servizi di natura tecnica e all’assistenza qualificata. La priorità, naturalmente, dovrà essere assegnata alle scuole, per la cui ricostruzione andrà chiesta una deroga rispetto alle procedure del nuovo codice degli appalti, così come previsto per il cratere sismico del centro-Italia.

La rivitalizzazione del centro storico, istituzionale, commerciale e residenziale, deve essere coniugata anche con un funzionante piano della mobilità, basato sullo scambio intermodale, e su un intelligente piano dei parcheggi. Pertanto, in un quadro generale di pianificazione strategica della città-territorio:

  • va migliorata la rete dei servizi con interventi infrastrutturali compresa la realizzazione di nodi di scambio gomma-ferro;
  • va attivata la metropolitana leggera, con un uso intensivo del treno tra le stazioni di Sassa e Onna-S.Gregorio, migliorando l’accessibilità lungo la principale direttrice della città e la realizzazione di quattro nuove fermate: Sassa Nsi-Aquilone-Bazzano-San Gregorio, comprensive di viabilità di accesso e parcheggio di scambio gomma-ferro, nonché la soppressione di 14 passaggi a livello e la realizzazione di opere stradali per l’eliminazione delle interferenze con la parallela S.S. 17;
  • vanno sostenuti i progetti di servizio a chiamata per gli anziani;
  • va rilanciata la mission della società per la mobilità Ama, promuovendo l’interazione con la società di trasporto regionale Tua spa e il Centro turistico del Gran Sasso;
  • va organizzato il progetto “Movida sicura”, con il coinvolgimento del servizio taxi cittadino;
  • va potenziato il collegamento tra L’Aquila e Roma;
  • va dedicata una specifica e puntuale attenzione alla mobilità pedonale nel centro storico, nelle periferie, nelle frazioni, nelle aree verdi, coniugata al rispetto della accessibilità per i diversamente abili;
  • va predisposto un programma di progressiva preclusione dell’accesso dei mezzi nel centro storico che proceda di pari passo con la realizzazione di parcheggi di prossimità, anche per ridurre il carico di inquinamento e garantire ampie zone di sicurezza in caso di evacuazione.

Il nuovo Prg sarebbe dovuto essere il presupposto per poter riorganizzare il territorio nell’immediato post-sisma. Invece, l’iter del nuovo Piano Regolatore procede stancamente, sottovalutando la condizione di una città che si è allungata a dismisura, che si è polverizzata rispetto ai suoi centri tradizionali di aggregazione, che ha conosciuto il fenomeno dei manufatti provvisori e che ha sparpagliato le funzioni. La nostra idea è che il nuovo Prg non debba essere solo un piano teso a sistemare situazioni già precostituite, ma vada pensato quale necessario supporto allo sviluppo delle politiche economiche e alla ricostruzione del tessuto sociale della città, contenendo al massimo il consumo di suolo rifunzionalizzando l’esistente, promuovendo l’efficienza energetica, la produzione di energie alternative e l’utilizzo di nuove tecnologie.

Al “com’era, dov’era” va opposto l’imperativo del miglioramento della qualità urbana, architettonica e ambientale della città e il coraggio di effettuare interventi di architettura contemporanea in contesti particolarmente danneggiati o di scarsa qualità urbana e architettonica.

L’obiettivo è di ricostruire L’Aquila come città bella e accogliente, ma anche come Città Capoluogo di regione, in grado di erogare attività direzionali a scala territoriale medio-grande. L’analisi dei dati pre-terremoto evidenzia che L’Aquila, seppure in una posizione di relativo declino, era un punto di riferimento per l’erogazione di una molteplicità di servizi, non solo pubblici, per un ampio comprensorio.

Va favorita la più stretta collaborazione fra progettisti, imprese e Università per l’elaborazione delle competenze e del know-how specifico maturato nella ricostruzione e spendibile nel futuro in analoghi interventi di recupero conservativo e adeguamento sismico.

A fronte di un centro della Città di grande valore storico e architettonico, sul quale si concentrano tutte le attenzioni in ordine al processo di ricostruzione, i borghi più antichi rimangono ai margini. Alla luce di questa considerazione, non è più rinviabile la ricostruzione, in tempi rapidi e certi, dei centri storici delle frazioni, provvedendo prioritariamente al ripristino delle reti dei servizi, al fine di evitare i disagi verificatisi nel centro storico della città dell’Aquila.

In una visione di città-territorio sempre più accentuata dagli effetti del sisma, L’Aquila deve aprirsi alle istanze delle frazioni e dei Comuni limitrofi per porre le basi di una seria ed efficace politica di rilancio dell’intero comprensorio. Tale è l’importanza strategica di questa visione che si vuole istituire una delega specifica per il territorio, collegata con le Circoscrizioni.  Inoltre, si pensa di trasformare le delegazioni in veri e propri Uffici per le relazioni con il pubblico (Urp), in grado di offrire una gamma di servizi ampia e a 360 gradi ai cittadini delle frazioni della città-territorio.

A seguito del sisma 2009 il Comune ha un patrimonio immobiliare costituito dal progetto C.a.s.e. e dagli immobili oggetto di riacquisto equivalente. Uno dei problemi che la prossima amministrazione dovrà affrontare è proprio l’utilizzo e la gestione di questo enorme patrimonio. La prima azione dovrà essere quella di compiere una ricognizione della situazione debitoria del Comune collegata al progetto C.a.s.e. al fine di ridurre l’impatto negativo sulla utilizzazione dell’avanzo di gestione del Comune, che ad oggi è impiegato per i debiti contratti per la mancata riscossione di bollette e canoni di locazione.

La gestione e l’utilizzazione futura del complesso dovranno essere argomento di discussione con il governo nazionale per ricontrattare le modalità attraverso le quali gli insediamenti sono stati inopinatamente acquisiti al patrimonio comunale.

Per una porzione del progetto C.a.s.e. si sperimenterà il mutuo sociale rivolto agli aquilani che non hanno possibilità di accesso al credito.

Riqualificazione urbana è anche la sperimentazione urbanistico-architettonica su porzioni di territorio significative come, per esempio, nel caso del quartiere di Valle Pretara e del complesso dell’edilizia residenziale pubblica di San Gregorio, oggi luoghi abbandonati, che meritano una maggiore considerazione da parte dell’Amministrazione comunale e che potrebbero diventare dei progetti di alto valore estetico e sociale.

 Una città accogliente è anche e soprattutto una città sicura e consapevole di dover convivere con il terremoto. La paura va esorcizzata con la conoscenza e con la comunicazione. Il Piano comunale di protezione civile, in tal senso, deve diventare uno strumento dinamico, in evoluzione con il procedere della ricostruzione dell’Aquila e delle sue frazioni e i cui contenuti devono essere diffusi, spiegati, sperimentati. In tal senso riveste un ruolo fondamentale la collaborazione con le strutture scolastiche e universitarie per abituare i giovani a governare l’inquietudine attraverso simulazioni e prove di evacuazione e gli adulti ad adottare uno stile di vita adeguato alle criticità del territorio.

La qualità urbana e ambientale non può prescindere da una corretta gestione dei rifiuti: attualmente nel territorio comunale dell’Aquila il livello di raccolta differenziata è al 36%, molto al di sotto dell’obiettivo fissato per legge del 65%. Ciò dipende certamente dalle conseguenze del post-sisma, ma anche da un sistema che non ha saputo stare al passo con i tempi e oggi appare molto debole, con la società partecipata Asm che ha perso la storica occasione di diventare l’azienda di tutto il territorio aprendo all’ingresso dei comuni del circondario.

L’obiettivo è cercare di recuperare il tempo perso, di studiare forme di collaborazione con gli altri enti ma, soprattutto, di estendere il sistema di raccolta porta a porta sull’intero territorio comunale per evitare “zone franche” di abbandono indiscriminato di ingombranti, inerti e rifiuti pericolosi.

Di contro va organizzata un’efficace campagna di comunicazione sulla riduzione della produzione dei rifiuti e sulla corretta gestione degli stessi.

L’efficienza e l’efficacia della ricostruzione hanno bisogno di un incremento di qualità della macchina comunale, all’interno della quale il personale si senta parte integrante dell’Amministrazione e il lavoro di ognuno sia valorizzato attraverso il riconoscimento della professionalità e delle esperienze maturate. In tal senso va messa in campo una profonda rivisitazione dell’apparato dando seguito al principio di rotazione del personale per assicurare trasparenza e adeguatezza nei compiti assegnati. Un processo, però, che va affiancato da un’attività di formazione del personale in grado di assicurare conoscenze pluridisciplinari.

Non è più rinviabile, inoltre, procedere alla completa informatizzazione degli uffici che garantisca lo scambio in tempi reali di dati e notizie che, oltre ad assicurare la piena accessibilità pubblica alle attività dell’ente, allevia i disagi degli utenti e velocizza la conclusione degli iter procedimentali.

 Il progetto di rinascita dell’Aquila è un processo non solo fisico, ma anche di natura socio-economica che non può essere portato avanti navigando a vista o adottando soluzioni estemporanee, ma deve individuare vocazioni e ruoli propri della città capoluogo di regione.

"Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi."

E. Hemingway

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