Identità

Identità

La memoria storica costituisce un elemento primario della coesione sociale, ma anche una consistente occasione di sviluppo.

Il segno caratteristico dell’Aquila è il suo essere fin dalle origini una città-territorio, suddivisa dentro e fuori le mura in quattro quarti. Tenere viva la città storica significa, quindi, promuovere i quarti anche attraverso la creazione nel centro storico di una Casa dei Quarti, quale spazio fisico di incontro e di promozione di iniziative culturali ed economiche dei centri del territorio.

Va opportunamente incentivata la conoscenza – soprattutto tra le nuove generazioni – dell’intera storia cittadina, mediante la commemorazione, non rituale, dei momenti più significativi, a cominciare dalla concessione della Bolla del Perdono celestiniano.

La cultura svolge un ruolo strategico per una comunità che non vuole rimanere ferma, ma andare avanti verso possibilità nuove di conoscenza e di sviluppo. È necessario, quindi, il pieno recupero degli spazi – legato a un progetto di pianificazione degli stessi destinati alle attività culturali e dello spettacolo, in linea con gli standard richiesti per l’ammissione ai finanziamenti statali.

È altrettanto auspicabile un dialogo sempre più efficace e alieno da logiche di competizione tra le varie istituzioni culturali e fra le istituzioni culturali e il Comune, per favorire progetti condivisi in grado di elevare il valore dell’offerta culturale nell’intero territorio.

L’Amministrazione comunale, poi, non può non sostenere, economicamente ed organizzativamente, le piccole realtà culturali sorte dopo il terremoto (o che si accingono a nascere) e che, tra mille difficoltà, portano avanti laboratori di ricerca e progetti innovativi in grado di coinvolgere e di far crescere culturalmente quella parte significativa di giovani che non si sentono attratti dall’offerta proposta dalle Istituzioni tradizionali.

Va definito un Piano straordinario per le scuole, che garantisca la piena sicurezza degli edifici e che individui soluzioni architettoniche, arredi e strumenti di lavoro correlati alle metodologie didattiche. Nell’immediato va effettuata una ricognizione degli spazi pubblici disponibili per capire dove collocare gli studenti ospitati in scuole in cui non siano state effettuate le verifiche di vulnerabilità degli edifici in attesa dell’avvio del piano.

Sarà, inoltre, necessario prevedere spazi per le attività sportive all’interno degli edifici scolastici, curando l’integrazione con le strutture pubbliche, mediante un servizio di scuolabus.

Contestualmente va incentivata l’offerta formativa di qualità, attraverso, per esempio, l’istituzione del Liceo Sport Invernali e Scientifico Sportivo (attualmente ne esiste uno solo in Italia, a Tarvisio) che potrebbe essere ospitato presso una porzione del progetto C.a.s.e. di Assergi, che conseguirebbe anche l’altro obiettivo di riuso del complesso in parte per foresteria per gli studenti e in parte per usi didattici.

L’Amministrazione comunale dovrà, infine, farsi parte attiva presso la Provincia e la Regione per la ricostruzione o l’adeguamento sismico al 100% di tutte le scuole superiori presenti sul territorio comunale.

L’Università – che ha giocato da sempre un ruolo centrale all’Aquila – dovrebbe attrezzarsi per tornare ad essere una delle migliori in Italia, sia per qualità della vita degli studenti, sia per le strutture adibite alla didattica e alla ricerca.

Il Comune ha il dovere di porsi come interlocutore privilegiato rispetto all’Ateneo, del quale è necessario sostenere gli obiettivi di sviluppo, anche in relazione alle aziende produttive e agli Enti pubblici territoriali. In considerazione delle esperienze acquisite – con il coinvolgimento del Ministero per l’Istruzione e l’Università e in sinergia con la Facoltà di Ingegneria – ci si impegnerà in particolare per la promozione di un Centro di eccellenza sul costruire sicuro. Un centro per la ricerca e lo studio di alta specializzazione, legato strettamente allo sviluppo produttivo, capace di determinare, anche a livello internazionale, un indotto occupazionale sia nel settore dell’edilizia antisismica e delle strumentazioni, sia nel campo della protezione civile.

Gli obiettivi sui quali lavorare, più strettamente legati agli interessi e ai bisogni degli studenti, riguardano:

  • la sottoscrizione di un sorta di “patto” tra Comune, Università, Azienda per il diritto allo studio e studenti per la fornitura agevolata di servizi vari (trasporti, sport, spettacoli, cinema, etc.) attraverso una “Carta dello studente”;
  • una maggiore integrazione degli studenti nelle imprese del territorio;
  • la difesa dei reparti specialistici ospedalieri e, di conseguenza, dei corsi di laurea specialistici dell’Univaq;
  • l’incentivazione dei rapporti con le strutture pubbliche, gli ordini professionali, e le organizzazioni di categoria;
  • la possibilità di formazione degli studenti nelle aziende partecipate comunali, al fine di rafforzare i legami tra università, territorio e mondo del lavoro per valorizzare le eccellenze e i giovani ricercatori;
  • la realizzazione di un’applicazione per smartphone di raccordo tra Comune ed Università per tutti i servizi di supporto ad una vivibilità sostenibile della città;
  • l’incentivo da parte del Comune per agevolare gli universitari a partecipare ai bandi europei.

La mancata utilizzazione dei fondi della legge regionale n. 41 del 2011, destinati al Comune dell’Aquila per interventi sul sociale, sui giovani e sugli anziani è un gap che deve essere immediatamente colmato. Le risorse fin qui non spese, che ammontano ad alcuni milioni di euro, saranno finalizzate a interventi a favore:

  • della popolazione giovanile, cittadina e universitaria, anche attraverso la Carta dello studente;
  • delle infrastrutture sportive che devono essere completate o efficientate.

 L’Aquila può e deve diventare una “Città della conoscenza” prendendo a modello Trieste, una meta ideale per i giovani in cerca di opportunità e per le imprese, e partendo dai punti di forza già presenti in città quali, oltre all’Ateneo già citato, il Gran Sasso Science Institute, i laboratori del Gran Sasso, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il cui ruolo va rafforzato per impedirne il minacciato ridimensionamento, e, per quanto attiene al privato, dai centri di ricerca delle aziende. Risorse che vanno messe in rete, stimolando il dialogo tra esse e puntando a incrementare la dotazione di “intelligenza” della città-territorio, con l’obiettivo di trasformare l’apprendimento continuo in un volano di crescita, stimolando la partecipazione dei cittadini allo sviluppo di nuove iniziative economiche e sociali.

"Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi."

E. Hemingway

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