Crescita

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L’Aquila non ha ancora saputo sfruttare i suoi maggiori prerequisiti economici: la centralità geografica, la vicinanza con Roma, la presenza di un’importante Università, un’ampia disponibilità di capitale umano giovane e professionalizzato, un ambiente incontaminato e di rara bellezza.  Neppure le ingenti risorse economiche investite nella ricostruzione hanno prodotto finora ricadute significative sull’economia e sui livelli occupazionali locali.

I fondi del 4% della ricostruzione, circa 200 milioni, sono un punto fermo da cui ripartire nell’immediato. È certamente positivo il bando “Fare Centro”, ma è una goccia nel mare. Altri fondi sono stati utilizzati male dalla giunta di centro-sinistra, come gli 11 milioni per Accord Phoenix e le centinaia di migliaia di euro per il fallimentare investimento sull’aeroporto.

I fondi per la ricostruzione economica possono essere attivati in tempi brevi, finalizzandone l’utilizzo a sgravi fiscali per giovani imprese, nuove startup e compartecipazione ai bandi comunitari europei. Si vuole istituire, pertanto, un ufficio dedicato ai bandi comunitari, in collaborazione con Confindustria, Ance, Sindacati, Api, Confcommercio e Università.

La zona franca urbana acquisita dal Comune per una cifra pari a 80 milioni di euro, non è stata prorogata a causa della indolenza dell’amministrazione uscente. Verrà da noi ricontrattata in sede comunitaria europea, attraverso i contatti che abbiamo già sviluppati e che manteniamo costanti a Roma e a Bruxelles.

In prospettiva il mercato di piazza Duomo deve tornare nel tradizionale sito, selezionando le attività e regolamentando i criteri di esposizione e le forme dei banchi ambulanti, in modo da ripristinare la tradizione del mercato storico. Nell’attesa che si creino le giuste condizioni, va incentivata la nascita di nuovi mercati rionali che contestualmente rappresentino un servizio e un motivo di incontro.

Per l’aeroporto, l’Amministrazione uscente ha speso 600 mila euro per finanziarne lo start-up e oggi sappiamo tutti in che condizioni si trova. L’aeroporto, pertanto, dovrà essere riconvertito ad usi e vocazioni più attinenti al territorio, abbandonando inutili velleità civili prive di sostenibilità economica. L’utilizzazione a scopi emergenziali (il 118), di Protezione civile, di servizio protezione dagli incendi boschivi (vista la vicinanza all’invaso di Campotosto) e di soccorso alpino – parzialmente già svolte, ma da potenziare e valorizzare come estensione dell’area di riferimento servita – potrebbero essere integrate con attività industriali ad alta valenza tecnologica, come lo studio e la produzione di droni, tecnologia che vede sempre più ampliarsi i campi d’impiego.

Per fare dell’Aquila la città propulsiva del comprensorio occorre definire un nuovo progetto di sviluppo di medio/lungo periodo, ottimizzando i rapporti con i comuni contermini e i vari livelli istituzionali. È necessario individuare le vocazioni dei territori (città dell’Aquila, frazioni, comuni limitrofi), valorizzando le risorse ambientali e le suscettività turistiche e del terziario avanzato, nonché la forte tradizione locale di specialità alimentari e culinarie.

Considerando la vicinanza con Roma, si potrebbe realizzare uno spazio fieristico di rilievo. Sarebbe, pertanto, auspicabile collegarsi agli enti fieristici di altre città e prendere contatti con costruttori, fornitori, espositori, venditori, visitatori, cercando di incentivarli ad investire o a partecipare a un progetto fieristico nella nostra città.

Al fine di sostenere l’economia cittadina si propone di istituire, sfruttando l’avanzo di amministrazione certificato, un fondo comunale che garantisca un credito virtuale: una sorta di moneta parallela scambiabile anche tramite app per smartphone. Tale credito sarebbe utilizzabile solo per acquisti all’Aquila e nelle frazioni, presso esercenti del posto, per sostenere l’economia locale e alleviare gli effetti dell’incremento del 20% della tassa sui rifiuti deciso dall’amministrazione di centrosinistra, che ha colpito in particolar modo le famiglie numerose e le attività commerciali.

Lo sviluppo dell’Aquila e del suo territorio passa anche per la capacità di reinventarsi la vocazione e la destinazione di importanti strutture pubbliche e private oggi poco o per nulla utilizzate come il complesso di Collemaggio, la caserma “Rossi”, l’ex Sercom, la Reiss Romoli. In quest’ultimo caso l’idea è quella di agevolare l’acquisizione pubblica del complesso, ricorrendo ai fondi Inail ancora non utilizzati, per farne un centro congressi di alto livello, attrezzato nelle strutture e nelle reti tecnologiche, o – d’accordo con le aziende già insediate nel territorio aquilano o altre interessate – un centro di ricerca in grado di attrarre una utenza qualificata nella conoscenza e nello sviluppo.

In ogni caso, il futuro di questi “spazi” fondamentali per il capoluogo non potrà che essere immaginato attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, con i quali andrà disegnato il progetto complessivo dell’Aquila città-territorio.

Tra le grandi prospettive di sviluppo per L’Aquila e per il suo territorio un posto di primissimo piano è ricoperto dal turismo, da intendere come criterio normativo di base per ogni futuro intervento sull’esistente patrimonio architettonico-artistico e naturalistico della città e dei borghi, e di rigoroso adeguamento di ogni successiva pianificazione paesaggistica, urbanistica ed infrastrutturale territoriale in termini di sicurezza e bellezza.

Un turismo che può declinarsi in molteplici settori, racchiusi in un prodotto “L’Aquila” da promuovere con un efficace piano del marketing. Tra questi settori sicuramente vanno annoverati quello culturale, quello religioso, quello naturalistico, quello sportivo, quello dell’accoglienza e dell’enogastronomia.

Avendo analizzato e compreso a fondo le richieste avanzate dalle associazioni Save Gran Sasso e Progetto Montagna è stata sottoscritta la “Carta del Gran Sasso”. Infatti, la ripresa economica dell’Aquila non può prescindere dallo sviluppo sostenibile del Gran Sasso, attraverso l’attuazione del Piano speciale territoriale Scindarella-Montecristo. Un obiettivo che è perseguibile attraverso la proposta di revisione del perimetro del Sic (sito interesse comunitario), non riducendo l’area soggetta a vincolo, ma traslandola sulle zone individuate di maggior pregio dalla Carta Natura della Regione Abruzzo e che oggi, invece, ne sono inspiegabilmente escluse. Pertanto, si tratterebbe di una modifica a saldo zero, che la Regione potrebbe recepire e rendere operativa sin dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale e che darebbe nuovo slancio alle piccole e medie attività produttive legate alla nostra montagna.

A questa iniziativa ne andrebbero legate altre come la valorizzazione dell’albergo di Campo Imperatore, testimone di un importante evento della storia contemporanea, dell’osservatorio astronomico, del giardino botanico. Urgente anche la realizzazione di una carta dei sentieri e di una guida per l’utilizzo consapevole della montagna, nonché l’ampliamento degli orari di attività della funivia. Tutti elementi che consentirebbero, in tempi brevi, di ridare lustro a un elemento fortemente identitario del nostro territorio, quale è il Gran Sasso, e che va reso appetibile per il turista.

Tre sono i fenomeni atmosferici da tener presente nella pianificazione di un progetto di rilancio del Gran Sasso. Le raffiche di vento che possono raggiungere anche i 180 km l’ora; la calaverna, cioè la formazione di cristalli di ghiaccio negli ingranaggi degli impianti, determinandone la chiusura; lo scirocco che può compromettere la stagione anche in pieno inverno.

Vanno, pertanto, attuate tutte le misure utili all’evacuazione dell’area di Campo Imperatore, nel caso che la funivia non funzioni, per guasto o per maltempo, mediante impianti a fune, che costituiscano un collegamento tra Campo Imperatore, Fossa di Paganica e Montecristo, fino a raggiungere la viabilità ordinaria.

Con l’attuazione degli interventi previsti dal Pst la stazione di sci di Campo Imperatore potrà acquisire quel giusto e doveroso primato fra le stazioni di sci appenninico, avendo a disposizione il più suggestivo scenario montano alternativo alle Alpi, che consente una qualificata proposta turistica sia invernale che estiva. Il Gran Sasso è, infatti, un territorio di cui si può godere per l’intero arco dell’anno. Alcuni esempi. Date le particolarità meteorologiche del massiccio è possibile attrezzare e prevedere una serie di attività legate alle discipline del freeride (letteralmente “guidare liberi”, è la pratica ludica e soft degli sport di natura. Riguarda principalmente gli sport di movimento, dei quali sottolinea il contatto con la natura, gli spazi ampi e liberi, il divertimento, in alcuni casi l’importanza del gruppo, rendendo secondario l’aspetto agonistico e competitivo), tipiche di località montane nord-europee e nord-americane che, nel mercato delle offerte nel centro Italia, tuttora mancano.

L’area più adatta per un turismo familiare estivo è quella di Montecristo, dove è già presente lo storico rifugio di proprietà del Comune ed un ampio parcheggio, al centro delle attività turistiche che si svolgono a valle. Qui, sarebbe necessario creare un marciapiede che colleghi l’aria di Fonte Cerreto con quella di Montecristo e realizzare una pista ciclabile, che corra di fianco la strada. Mentre, nell’area dove insiste il rifugio si potrebbero, dati anche i pochi vincoli che incidono sull’area, creare un parco giochi, un parco bici, aree barbecue e solarium.

Sfruttando la sentieristica presente e potenziando la stessa sarebbe possibile attivare, nella Piana di Campo Imperatore, itinerari per le mountain bike e per il trekking, che rappresentano una risorsa per il turismo estivo a basso impatto ambientale.

Gli itinerari sono facilmente individuabili nella Piana di Campo Imperatore perché i vari sentieri si sono formati nel tempo come naturale conseguenza delle attività di pastorizia.  Questi sentieri permetterebbero di collegare nuovamente la Piana, l’area dell’albergo e del rifugio Fontari, a Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio e di riattivare tutte le strutture presenti in questa ampia zona, in modo da creare una rete di rifugi di bassa quota, in grado di fornire quei servizi che in queste aree sono sempre mancati. L’anello consentirebbe, oltre alla pratica dello sci di fondo, anche l’attività con le ciaspole.

Gli itinerari per il trekking – già presenti in questa area, necessitano di una riorganizzazione, catalogazione e una minima manutenzione – andrebbero abbinati alla rete di rifugi, diventando così un’ulteriore e ben organizzata attrazione del Parco Nazionale. Andrebbero, poi, promossi dei collegamenti diretti invernali ed estivi da e verso il territorio aquilano; delle convenzioni, per dei pacchetti montagna, con la ricettività presente sulla costa nel periodo estivo, di uno o più giorni.

"Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi."

E. Hemingway

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